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Ti interessano le tematiche di genere? Vuoi imparare ad organizzare una campagna nonviolenta? Vuoi attivarti anche tu per ottenere un cambiamento? 🗓️ CANDIDATI
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di Giulia Berti – Oulx è oggi uno dei punti nevralgici della rotta alpina. Situato a pochi chilometri dal confine francese, questo piccolo paese
Ecco qui spiegati i tuoi diritti, come descritti nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Scarica l’opuscolo!

Rivisitando alcune categorie classiche del pensiero novecentesco, il lavoro di Byung-Chul Han si focalizza con particolare attenzione sul disagio dell’individuo tardo-moderno nella società odierna, caratterizzata dalla prestazione, dalla competizione e, soprattutto, dall’appiattimento delle contraddizioni e dal venir meno della negatività. Le analisi sviluppate nei saggi qui raccolti mettono in luce, nello specifico, come l’ossessione dell’iperattività e la tendenza sempre più forte al multitasking arrivino a produrre disturbi di natura depressiva e nevrotica. Tali espressioni di malessere e di “stanchezza” vengono interpretate come ovvia conseguenza dell’incapacità del soggetto di sostenere i ritmi dell’iperproduzione postcapitalistica in un contesto in cui non esiste più un modello sociale imposto dall’Esterno, dall’Altro, ma è anzi il soggetto stesso ad averlo introiettato.
2025

La pluralità di lingue, culture, religioni, provenienze, bisogni, aspettative, caratterizza la città contemporanea. La trasformazione multiculturale dei contesti urbani pone numerosi interrogativi agli amministratori e alle istituzioni, agli studiosi, agli operatori dei servizi, ai cittadini. Come riprogettare la città affinchè siano garantite uguali opportunità nell’esercizio dei diritti di cittadinanza, nell’accesso ai servizi per tutti? Quali politiche nazionali e locali sono necessarie per rafforzare la coesione sociale e per far sì che strade e quartieri sempre più caratterizzati da un’eterogeneità sociale diventino luoghi e spazi di inclusione? I molti volti delle diversità visibili e meno visibili sono descritti e analizzati nella prima parte ”paesaggi migratori e convivenza interculturale” attraverso gli sguardi dell’antropologo, del sociologo, dell’esperto di urbanistica, della pedagogista, con l’intento di comprendere la complessità della scena urbana contemporanea e di suggerire nuovi linguaggi, nuove forme di comunicazione, nuovi percorsi identitari. La seconda parte ”i servizi alla persona in chiave interculturale” pone al centro i servizi, chiamati a ripensarsi in senso interculturale, ad aprirsi a nuove prospettive e percorsi. Le esperienze riportate fanno riferimento a quattro macro aree: i servizi educativi e la scuola, i servizi socio- sanitari, i servizi bibliotecari, i servizi di polizia. Dalla visione d’insieme emerge come la società italiana stia progressivamente elaborando nuove strategie per arrivare a un’armoniosa convivenza multietnica.
ed. 2006

Uliano è emigrato illegalmente in Jugoslavia nel 1947. Ahmed è entrato in Italia senza un permesso di lavoro nel 1989. Luigi ha creato una fabbrica in Canada, dove vive da cinquant’anni. Naiaga ha creato una fabbrica in Friuli, dove vive da quindici anni. Ana vuole diventare cittadina italiana per poter votare, perché se si vota ci si sente più partecipi alla vita sociale. Vittoria ha vissuto diciassette anni in Germania, ma si è sempre sentita un’immigrata. Bozidar ha dovuto lasciare la Bosnia per colpa della guerra e oggi suo figlio parla l’italiano meglio del serbo-croato. Il bambino di Ines ha imparato prima il tedesco dell’italiano, perché in Svizzera il figlio di uno stagionale era un clandestino e la famiglia che lo teneva in incognito era svizzero-tedesca.
Storie di emigrazione di un’epoca lontana alcuni decenni e storie di emigrazione di tempi più recenti. Gente che è partita lasciando quello che aveva nella speranza di trovare di meglio in un altro paese, spesso in un continente diverso. Storie che hanno per punto di incontro- per alcuni di partenza, per altri di arrivo- il Friuli, la regione più segnata dall’emigrazione nella storia italiana dell’ultimo secolo e mezzo e una tra quelle dove più marcata è la presenza di immigrati. Storie umane allo specchio, alla ricerca di un dialogo senza preconcetti. Un dialogo possibile, per capire come cambia la società e quali risposte si possono dare a dei quesiti solo apparentemente nuovi.
ed. 2005


L’8% del bilancio alla difesa americano è privatizzato; in Iraq il “contingente” delle compagnie militari private è il secondo più numeroso sul campo; il mercato dei soldati mercenari in tutto il mondo si attesta sui 100 miliardi di dollari all’anno ed è in continua espansione. Le cifre parlano chiaro e questo libro porta in primo piano un tema di scottante interesse: la presenza attiva e diffusa di attori privati nei meccanismi della guerra…
ed. 2004

Il dato storico è che nessun movimento migratorio è mai stato reversibile. I processi migratori scrivono con la penna indelebile delle cucine materne i percorsi della tavola e della convivialità; mescolano le famiglie che dai tempi dei longobardi non hanno mai indovinato chi veniva a cena; intrecciano i vocabolari di arabi e normanni, inseriscono nella concezione romanistica del matrimonio la cultura barbarica, rimodulano le mensilità. E dunque il processo migratorio più recente ha riportato nel nostro paesaggio religioso fisionomie e sguardi al cielo che sono destinati a restare per sempre: anche quando le forme democratiche che la nostra superbia crede eterne saranno state perfezionate o erose dal vento del tempo. Dalla Prefazione di Alberto Melloni
Quanti sono gli imam in Italia? Come si preparano? Come vivono le diverse chiese cristiane in una nostra metropoli? Quali sono le attività e le azioni portate avanti dalla chiesa ortodossa rumena, che in Italia conta su un bacino di oltre un milione di persone? Il volume presenta tre indagini inedite sugli imam delle moschee italiane, sugli ortodossi rumeni e sui diversi volti del cristianesimo tra gli immigrati milanesi. Tre percorsi fino ad ora inesplorabili, che mostrano come l’immigrazione costituisca uno dei più incisivi vettori di un processo di post secolarizzazione e un nuovo movimento di fermento religioso.
ed. 2018


Nel 1931 Giuseppe Antonio Borgese si trasferisce negli Stati Uniti per un ciclo di lezioni all’Università di Berkeley. È lo stesso anno in cui il fascismo impone il giuramento ai professori universitari, così quel soggiorno che doveva essere temporaneo si trasforma in un lungo esilio volontario, lontano dalle pressioni del regime. Nei diciassette anni trascorsi oltreoceano, Borgese frequenta letterati e scienziati di ogni provenienza, si dedica a un’intensa militanza antifascista e, all’indomani dell’attacco nucleare su Hiroshima, promuove il Comitato per la redazione di una Costituzione mondiale. Da quella esperienza nasce Fondamenti della Repubblica mondiale – pubblicato postumo in inglese nel 1953 e ora per la prima volta tradotto in italiano – in cui Borgese espone la sua profonda fiducia nella democrazia. Un manifesto programmatico che è anche una riflessione sulla natura dell’uomo, sulla politica, la storia, la filosofia e la giustizia, un libro dimenticato ma capace di anticipare con intuito profetico i pericoli, oggi quanto mai attuali, della tecnologia incontrollata e della deriva violenta degli stati. La sensibilità dei suoi studi letterari, l’esperienza delle due guerre, la presa di coscienza degli orrori dei totalitarismi, lo convincono dell’inutilità dei conflitti, e che soltanto un governo mondiale democratico, dotato di poteri reali, possa affermare la pace e la giustizia tra le nazioni.
ed. 2022
I temi affrontati in questo fascicolo di Sociologia e politiche sociali si rinvengono in una storiella che si racconta negli Stati Uniti, paese d’immigrazione per eccellenza. anno 2001
Di cosa parliamo quando usiamo l’espressione ‘’violenza di genere’’? Come nasce? Quali sono i primi campanelli d’allarme? Che cosa accomuna il catcalling al femminicidio? E’ tempo di fare chiarezza su un argomento che ci tocca tutti quanti, ma di cui si fa spesso fatica a parlare nei termini giusti: se ne fa carico Carlotta Vagnoli, giornalista, sex columnist, femminista, attivista, da anni punto di riferimento proprio sui temi della violenza di genere. Vagnoli sviscera il discorso affrontandolo a trecentosessanta gradi, parlando di revenge porn e di linguaggio dell’odio, di victim blaming e mezzi di comunicazione, di pregiudizi e luoghi comuni, di educazione e ruoli, di vittime e carnefici. E facendolo ci sprona a muovere un passo fuori dal branco e a diffondere la disciplina del consenso, aprendo la discussione sugli scenari futuri del rapporto tra uomo e donna, con la speranza in una società libera finalmente dagli stereotipi di genere. Con la forza di parlare senza paura, Vagnoli fa luce su uno dei temi più discussi di oggi: la violenza di genere.
‘’Maledetta (sfortuna) perché reiterata, comune, contagiosa, normale che si annida ovunque, in modo trasversale e che possiede, come in un brutto film horror, tutta quanta la nostra società’’.
ed. 2021


Se oggi la foresta amazzonica è al centro dell’attenzione del mondo lo dobbiamo a un umile raccoglitore di gomma brasiliano, divenuto il simbolo della lotta in difesa delle popolazioni indigene e dell’ambiente: Chico Mendes. A raccontare questa vicenda, portandoci nella vita quotidiana e nelle usanze dei seringueiros, i raccoglitori di gomma, attraverso gli sconvolgimenti della Storia, è Gomercindo Rodrigues: sindacalista e amico che con Mendes ha condiviso il cammino nella foresta, fisica e metaforica, del Brasile. Un racconto di avventura e formazione e, insieme, una testimonianza personale e storica.
ed. 2024

Convivenza e conflitto sono i due poli entro cui si dibattono da duecento anni le vicende dei popoli balcanici, qui analizzate con attenzione per capire meglio la situazione attuale.
Rileggere il passato, interpretare il presente e immaginare il futuro… L’incontro con il libro di Bianchini ci permette di guardare ai Balcani non soltanto attraverso le loro tragedie, ma anche
attraverso il potenziale fragile ma reale della pace. La storia jugoslava ci ricorda che, perfino nell’ombra della violenza, continua a sopravvivere una speranza di convivenza.
ed. 1999

Il Movimento sociale italiano rivendicò fin dalle origini, come fattore identitario, la propria estraneità alla Repubblica nata dalla Resistenza e ai valori da essa espressi nella Costituzione, ponendo da subito all’ordine del giorno la questione di «essere fascisti in democrazia». Giorgio Almirante e Giuseppe (Pino) Rauti rappresentarono il nostalgismo dei reduci di Salò nel dopoguerra e sostanziarono quel neofascismo politico che nei decisivi anni Sessanta e Settanta fu radicalmente ostile ai profondi mutamenti che attraversavano il Paese. Giorgio Almirante (1914-1988), redattore della «Difesa della razza» durante il regime fascista, fu capo di gabinetto al ministero della Cultura popolare nella Repubblica di Salò. Deputato dal 1948, fu tra i fondatori del Msi e segretario del partito dal 1947 al 1950 e poi dal 1969 al 1987. Pino Rauti (1926-2012), volontario della Repubblica sociale di Salò, nel dopoguerra aderì al Msi. Entrato presto in conflitto con la dirigenza del partito ne uscì nel 1956 fondando il gruppo Ordine Nuovo. Tornò nel Msi nel 1969 dopo la rielezione di Almirante, alla vigilia della strage di piazza Fontana e dell’avvio della «strategia della tensione», diventandone segretario dal 1990 al 1991.
ed. 2023

Albert Einstein (1879/1955) is universally known as the father of the theory of relativity; however, he was also one of the most eminent pacifists of the first half of the twentieth century. Through his active, pragmatic and nuanced breed of pacifism, he sought to confront the dilemmas and problems stemming from the unstable political conditions of his time: the beginning of the Great War, the creation and failure of the League of Nations, the emergence of totalitarian regimes, the outbreak of the Second World War, the dawn of the Atomic Age, the escalation of the Cold War, the establishment of the United Nations with its apparent institutional weakness and the need for a world government.
ed. 2017

Viaggio in un Paese deragliato, con un ritardo strutturale di quarant’anni, ridotto economicamente e culturalmente in ginocchio e squassato dai nazionalismi e dalle contrapposizioni di credo, ma ciò nonostante capace di destare molti appetiti.
ed. 2010