di Raffaele Barbiero –
Nel 1748 Montesquieu, filosofo francese, scrisse nel libro “Lo spirito delle leggi” un principio, quello della divisione dei poteri, che è rimasto da allora punto fermo per le democrazie liberali. Il principio è che chi fa le leggi non può applicarle, chi governa non può giudicare, chi giudica non risponde al governo. Egli chiama questi tre poteri: potere legislativo, potere esecutivo, potere giudiziario.
L’equilibrio dei poteri è fondamentale, ma se viene indebolito, se ad esercitarli sono gli stessi, allora tutto è perduto e a risentirne sarà la democrazia (purtroppo sembra piacere a molti che si sviluppino democrazie illiberali o, come si dice, “democrature”, sullo stile dell’Ungheria di Orban).
In Italia abbiamo svilito il Parlamento con un referendum sbagliato nel 2020, riducendo il numero dei parlamentari e rafforzando di fatto il potere dei partiti, senza togliere nessun privilegio alla “casta” dei parlamentari, motivo principale dichiarato invece dai proponenti, oltre al taglio dei costi.
Oggi, peggiorando di molto una prassi già in essere, di fatto il governo fa le leggi scavalcando il Parlamento, per cui rimane solo il potere giudiziario a funzionare da bilanciamento istituzionale. All’esterno delle istituzioni ci sono altri poteri, come quello dell’informazione, ma anche questi per poter funzionare da bilanciamento devono essere liberi e l’Italia in quanto a libertà di stampa non è messa molto bene.
La Costituzione e le norme sulla Magistratura non sono figlie del corporativismo fascista. La Costituzione è entrata in vigore il 01.01.1948 con le firme di Enrico De Nicola, Presidente della Repubblica; Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente e Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio.
Della Magistratura si occupa la Costituzione al titolo IV dall’articolo 101 all’articolo 113. Lo spirito dei costituenti era quello di evitare un Esecutivo ed una politica, come ai tempi del fascismo, che dicesse ai magistrati cosa si doveva fare. Si veda come esempio il recente tentativo di Giorgia Meloni di indicare al magistrato di turno quale reato applicare per un fatto di cronaca (febbraio 2026, Torino, scontri per manifestazione a sostegno del centro sociale Askatasuna).
Inoltre, per gli ostacoli che la politica creò, la Corte Costituzionale prevista dagli articoli 134 al 137, entrò in vigore solo nel 1955 ed iniziò a lavorare solo nell’aprile 1956 e il CSM, il tanto vituperato organo di autogoverno della magistratura, fu istituito solo nel 1959.
Comunque per farsi un’idea di questa legge che vorrebbe modificare ben sette articoli della Costituzione, bisogna capire la volontà di chi la propone, leggendo le quattro affermazioni qui riportate:
- In un articolo del quotidiano “Il Foglio” del 14 marzo 2025, Andrea Del Mastro, il sottosegretario del ministro Carlo Nordio che ha elaborato la riforma, ha dichiarato: “O si va fino in fondo e si porta il PM sotto l’Esecutivo, come avviene in tanti paesi, oppure gli si toglie il potere di impulso sulle indagini.”
- Durante la conferenza stampa del 5 febbraio 2026 a Palazzo Chigi, in cui i ministri dell’Interno e della Giustizia hanno presentato il decreto Sicurezza, lo stesso ministro Nordio ha dichiarato: “Chi controlla la polizia? La controlla la magistratura. Bella domanda. E chi controlla la magistratura? Allora poiché non esite un potere senza un controllo è quello che noi cerchiamo di introdurre con la riforma costituzionale”.
- In un articolo del quotidiano “Il Mattino di Padova” del 15 febbraio 2026, sempre il ministro Nordio ha dichiarato che “Il sorteggio rompe questo meccanismo paramafioso”, riferendosi al Consiglio Superiore della Magistratura, organo di autogoverno previsto dagli articoli 104 e 105 della Costituzione e creato per garantire l’autonomia della magistratura dagli altri poteri.
- In un video diffuso il 9 marzo 2026 dalla trasmissione “Il Punto” su Telecolor Siciliaweb, Giusi Bartolozzi, Capo di Gabinetto del ministro Nordio che ha elaborato la riforma, ha dichiarato: «Votate SÌ e ci togliamo di mezzo la magistratura … Sono plotoni di esecuzione!». Lei, magistrato, si dimentica i tanti magistrati ammazzati da veri “plotoni di esecuzione” per combattere la mafia, il terrorismo, la criminalità organizzata. Infine, afferma che se si vota sì e passa la legge Nordio i giovani italiani all’estero torneranno in Italia (quest’ultima affermazione fa dubitare anche del livello di consapevolezza delle cose che dice questa persona).
Purtroppo invece questa maggioranza ha proposto una legge di modifica costituzionale dove il Parlamento ha solo ratificato in ben 4 passaggi la volontà del governo senza neanche una modifica, incluso quelle proposte dai parlamentari di maggioranza. La procedura, invece, è pensata per garantire un ampio confronto quando si modifica la carta fondamentale della Repubblica. La forma è stata rispettata, ma negata nei fatti, impedendo la presentazione di emendamenti. Nordio e la maggioranza inoltre hanno abolito anche l’”abuso d’ufficio” provocando danni enormi: il primo è proprio quello sui concorsi e sulla meritocrazia per cui sarà sempre più difficile per i cittadini comuni, anche se titolati e capaci, poter accedere a certi posti, in quanto a vincere sarà molto più spesso chi ha “un santo in paradiso” o conosce come procurarsi “un aiuto”; il secondo danno è far scomparire un “reato spia” per le indagini sulla criminalità organizzata (che si aggiunge tra l’altro all’obbligo, voluto sempre da questa maggioranza, di bloccare le intercettazioni dopo 45 giorni); infine circa 3.270 persone già condannate per abuso d’ufficio potranno cancellare “magicamente” la loro condanna.
Se ancora non è sufficiente, dovrebbe preoccupare che fra i testimonial a favore del cambiamento della Costituzione, ci siano persone come Formigoni, Montaruli, Cuffaro, Dal Mastro, Previti, Dell’Utri, Toti, Palamara, Michele Nardi, Santanchè. Cambiamento della Costituzione sostenuto da altri due personaggi che hanno influito molto nella politica italiana: Licio Gelli, condannato anche per l’attentato stragista a Bologna il 02 agosto 1980, e Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale allo Stato italiano e appartenente lui stesso alla loggia massonica P2 di Licio Gelli.
L’affermazione poi che i giudici non paghino per le loro azioni, è smentita dai dati delle condanne inflitte ai magistrati dallo stesso CSM: per esempio i due magistrati citati in questo articolo, Palamara e Nardi, non lo sono più proprio per le attività al di fuori delle leggi. Diverso invece è il discorso dei politici. L’immunità infatti funziona solo per loro. In tre anni e mezzo di governo, le Giunte hanno negato 54 autorizzazioni a procedere su 59 parlamentari indagati, incluso forse il caso più clamoroso della ministra Santanchè, chiamata a rispondere per diffamazione (e non per una semplice opinione), ma per la quale è stata respinta la richiesta di mandarla a processo.
Le questioni legate a fatti di cronaca, sui quali il nostro Presidente del Consiglio ha espresso puntuali posizioni, per dare alla fine la colpa ai giudici, sono non solo pretestuose e false, perché la riforma della Costituzione non cambia le regole processuali, ma addirittura la situazione di un caso da lei citato risponde ad una legge fatta con tanto orgoglio dal suo governo: il Decreto Caivano (D.L. 123/2023 convertito in Legge 159/2023) per il contrasto alla dispersione scolastica con inasprimento delle norme sull’obbligo d’istruzione.
In ultimo, fra i tanti tentativi “maldestri” di portare le persone a votare per il sì con Tajani, Meloni ed altri, mi sembra significativo segnalare quello più al di fuori delle regole e della buona prassi politica: il senatore di FdI, Aldo Mattia, invita ad usare “il solito sistema clientelare” per avere i voti. A parte che stupisce che la platea invece di contestare affermazioni simili applaude e ringrazia per l’intervento, si rimane senza parole per la spudoratezza con cui questi politici sentono di essere impuniti e impunibili.
E se si sentono così ora, pensiamo cosa succederebbe se vincessero il referendum.
Raffaele Barbiero
ALCUNE FONTI:
1) https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_costituzionale_in_Italia_del_2020 (referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari)
2) https://www.openpolis.it/con-il-governo-meloni-sempre-piu-decreti-e-meno-leggi-ordinarie/
3) https://tg24.sky.it/cronaca/2025/05/02/liberta-stampa-mondo-italia-classifica
4) Articolo del quotidiano “Il Foglio” del 14 marzo 2025 con le dichiarazioni di
5) Conferenza stampa a Palazzo Chigi del ministro Nordio insieme al ministro Piantedosi sul canale youtube ufficiale di Palazzo Chigi con le dichiarazioni sul controllo della magistratura (a partire dal minuto 41’27”): https://www.youtube.com/watch?v=xTkwF-9EFPE
6) Articolo del quotidiano “Il Mattino di Padova” del 15 febbraio 2026 con le dichiarazioni del ministro Carlo Nordio sul sistema paramafioso del CSM: https://www.ilmattino.it/…/nordio_cms_para_mafioso_anm…; l’articolo è visibile solo agli abbonati, ma potete trovare la notizia ripresa, fra gli altri, anche dall’Ansa: https://www.ansa.it/…/al-csm-un-sistema-paramafioso…
7) Estratto del video della trasmissione “Il Punto” su Telecolor Siciliaweb, diffuso il 9 marzo 2026, con le dichiarazione del capo gabinetto Giusi Bartolozzi sulla magistratura come “plotone di esecuzione”, pubblicato sulla pagina facebook ufficiale dell’Ansa: https://www.facebook.com/…/bartolozzi…/1970170357185747/
8) https://www.openpolis.it/parole/cosa-sono-le-giunte-parlamentari/
9) https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/03/17/per-sempre-no/8326540/ (punto 11 nell’elenco dell’articolo).
- https://www.youtube.com/shorts/CtQTiqRtvts (Meloni e decreto Caivano)
- https://www.facebook.com/reel/2006144110335863 (Tajani Antonio si dimentica dell’art. 27 della Costituzione per cui una persona è considerata innocente fino a condanna definitiva); https://pagellapolitica.it/articoli/giustizia-italiana-fascismo-referendum
- https://www.facebook.com/reel/1515203833268672 (video del senatore di FdI che chiede di usare “il solito sistema clientelare” per avere voti per il sì)