Marcia Pace della Romagna

Ogni due anni, a partire dal 2012, organizziamo la Marcia della Pace della Romagna, che coinvolge diverse città come Forlì, Cesena, Forlimpopoli e Bertinoro per promuovere la pace, la solidarietà e la non violenza, spesso legata a temi attuali come la solidarietà verso le vittime di alluvioni (come nel 2024) e il ricordo di figure come Annalena Tonelli ed Ernesto Balducci, con l’obiettivo di mobilitare la comunità locale su questioni di rilevanza sociale e ambientale.

Quest’anno la IX edizione, con lo slogan SE VUOI LA PACE PREPARA LA PACE, si svolgerà domenica 4 ottobre, con partenze da piazza Saffi – Forlì, piazza Garibaldi a Forlimpopoli e dall’Ippodromo di Cesena e con arrivo alla Rocca di Bertinoro

2012

La Pace inizia dalle nostre Città. I° Marcia della Pace della Provincia di Forlì-Cesena. Sulle orme di Annalena Tonelli ed Ernesto Balducci

 

Anno2012

 

Promuoviamo questa prima marcia della pace Forlì-Cesena con conclusione a Bertinoro in ricordo di due persone che con il loro impegno e con la loro vita hanno testimoniato che la pace si costruisce ogni giorno. Un’opera che hanno portato avanti a “tutto tondo”, sia sul versante culturale ed educativo che su quello umanitario e di vicinanza agli “ultimi”. Gli aderenti a questa Marcia vogliono guardare a queste due figure come misura e segno del loro agire per la pace.

 

È un momento difficile per i temi dell’educazione alla nonviolenza e della cultura di pace, quasi nessuna agenzia educativa si preoccupa di promuovere questo valore e dall’agenda politica la parola pace è ormai scomparsa, sopraffatta dalla parola ‘crisi’. Noi promotori vogliamo questa marcia consapevoli che la pace potrebbe costituire una grande opportunità per uscire dalla crisi economica che ci attanaglia, destinando in modo migliore enormi risorse finanziarie ed umane. A livello internazionale le spese in armamenti sono costate all’umanità nel 2011 più di 1.600 miliardi di euro.

A livello nazionale abbiamo un bilancio della difesa che, includendo le missioni militari all’estero arriva a superare i 23 miliardi di euro all’anno ed un Ministro, l’Ammiraglio di Paola, che taglia il personale per rafforzare l’apparato bellico con un piano di investimento decennale che costerebbe decine di miliardi di euro. La Cooperazione Internazionale invece è arrivata ai minimi storici del suo finanziamento annuo, cioè solo 86 milioni di euro ed il servizio civile nazionale ha seguito lo stesso triste cammino con una cifra ancor più bassa: 68 milioni di euro.

 

Oggi sono rappresentati solo gli interessi dell’intreccio militare-industriale: per esempio Finmeccanica e il sistema bancario italiano (vedi la Banca Nazionale del Lavoro e Unicredit, pesantemente coinvolte nei flussi finanziari del commercio di armi italiane).

Eppure le alternative non mancano: dai metodi della nonviolenza per la trasformazione-gestione dei conflitti, ai Corpi Civili di Pace relativamente alle missioni militari all’estero, alla Protezione Civile e alla Cooperazione Internazionale per impiegare i militari in attività sicuramente più coerenti con il dettato Costituzionale dell’art.11 e dell’art.52 e più vicine alle esigenze di ‘difesa della Patria’ intesa come Comunità civile di persone, istituzioni e realtà che vivono in un determinato spazio.

 

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Contenuto 2022

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Siamo molto soddisfatti come organizzatori di come è andata l’ottava edizione della Marcia della Pace della Romagna, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Tutti gli intervenuti: da Forlì Angelica Sansavini, Assessore del Comune di Forlì e Alessandra Bucchi presidentessa del CUVF (Comitato Unitario Vittime del Fango), da Forlimpopoli la Sindaca Milena Garavini e l’Assessora Carlotta Artusi oltre che Giorgia Macrelli assessora del Comune di Cesena. A Bertinoro, a conclusione della Marcia, la Sindaca Gessica Allegni e Chiara Tammaro del Centro Pace di Forlì, hanno
sottolineato l’importanza dell’azione concreta della pace e della necessità di costruirla ogni giorno nel dialogo, nell’azione e nell’operatività dei punti per cui i marciatori si sono ritrovati a Forlimpopoli. A Forlì era inoltre presente il Vescovo della Diocesi di Forlì Bertinoro, Livio Corazza, che ci ha portato un suo saluto.

I marciatori hanno condiviso tre obiettivi concreti presentati in modo chiaro e con dati precisi da Chiara Tammaro nel suo intervento conclusivo:

1) sostenere la proposta di legge che istituisce in Italia un Dipartimento per la Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta e l’Istituto di Ricerca su Pace e Disarmo,

2) a livello europeo istituire i Corpi Civili di Pace Europei (una proposta già presente nel Parlamento europeo sin dal 1995 e confermata anche da studi di fattibilità),

3) chiedere al governo italiano che firmi e promuova il Trattato di proibizione delle armi nucleari dell’ONU, entrato in vigore il 22 gennaio 2021.

Gessica Allegni, Sindaca di Bertinoro, ha puntualmente ricordato la compianta assessora di Forlì Katia Zattoni da cui nel 2012 nacque l’idea della Marcia e ha spronato magistralmente tutte le Amministrazioni della Romagna ad essere presenti alla prossima edizione. Nel palco infatti vi erano le rappresentanti delle Amministrazioni che hanno dato l’adesione alla Marcia (oltre alle tre che organizzano): Cervia, Castel
Bolognese, Meldola, Cesena, Predappio e tutte le rappresentanti istituzionali sono donne. Un altro segno dei tempi e di speranza.

Dal punto di vista quantitativo più di 60 associazioni hanno dato l’adesione ed un contributo fattivo, come le Organizzazioni sindacali Cgil FC, Cisl Romagna e Uil Forlì e Cesena, l’Avis Comunale di Forlì (suo il gonfiabile che ha segnato la partenza e l’arrivo), il Centro don Tonino Bello di Faenza, Emergency, Libera, Amnesty International, il Movimento Federalista Europeo, l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Pietre Resistenti di Predappio, Mattoncinoteca di Forlimpopoli, la CRI di Forlimpopoli-Bertinoro, l’Associazione “Il Molino” della Protezione Civile di Bertinoro e il Comitato Unitario Vittime del Fango.
Inoltre abbiamo avuto una presenza di più di 1.500 persone che hanno marciato da Forlimpopoli a Bertinoro, accompagnate dall’animazione fondamentale di Avenida Matta e della Coop. Sociale Paolo Babini, per poi ristorarsi al sole sul prato del parco della Rocca di Bertinoro ascoltando la bella musica della band forlivese “Banda Larga”.

Una bella giornata di impegno e di consapevole allegria, che non ha mancato di evidenziare il valore della solidarietà espresso attraverso la raccolta di fondi organizzata dal CUVF e sostenuta da tutti per donare un aiuto economico a chi è stato colpito in maniera drammatica e pesante dal secondo fenomeno alluvionale del mese scorso; questo anche per sottolineare il segno concreto di una Marcia che quest’anno è stata intitolata: “Pace e Solidarietà dalla Romagna alluvionata”.

La risposta del territorio e delle persone c’è stata, confidiamo che ci sia anche una risposta politica e delle istituzioni sugli obiettivi della Marcia e che se ne possa dare conto positivamente alla prossima edizione fra due anni.

Infine vogliamo ringraziare la BCC ravennate, forlivese e imolese Soc. coop. che ha dato alla nostra iniziativa un sostegno economico.

La Presidente del Centro Pace di Forlì
Linda Prati

2026

Domenica 4 ottobre, la Romagna è tornata a camminare per la pace. Si ripete l’appuntamento con la Marcia per la Pace Romagna, ormai alla sua nona edizione.

La Marcia per la Pace Romagna non è solo una data sul calendario, bensì la prova concreta di una comunità che decide di non voler restare a guardare. Nata nel 2012 come iniziativa del Centro per la Pace di Forlì, insieme al Comune e a tante associazioni locali, questa manifestazione dimostra che la pace non è un’idea astratta, ma una scelta quotidiana di vicinanza, ascolto e solidarietà.
Da allora, il Centro continua a creare occasioni di incontro e partecipazione attorno ai temi della nonviolenza e della solidarietà. L’edizione di quest’anno coinvolge i Comuni di Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro, riunendo cittadini, associazioni e realtà locali sotto lo stesso messaggio: “Se vuoi la Pace, prepara la pace”.
Mettersi in cammino non significa soltanto attraversare fisicamente un territorio, ma è soprattutto trasformare la strada in uno spazio di incontro, confronto e partecipazione collettiva. È proprio questa dimensione condivisa che, come Centro per la Pace, vogliamo valorizzare. Camminare insieme significa creare legami, mettere in relazione persone e realtà diverse e riportare questi temi al centro della nostra vita pubblica.
La giornata del 4 ottobre prenderà il via da più punti. Da Forlì, alle 8.45, i partecipanti partiranno in bicicletta da Piazza Saffi, mentre da Cesena l’incontro è all’Ippodromo alle 9.15. I due gruppi confluiranno poi a Forlimpopoli per proseguire insieme verso Bertinoro, il borgo romagnolo simbolo di ospitalità. La marcia si concluderà nel giardino della Rocca, dove sono previsti interventi istituzionali, un momento musicale e gli stand delle associazioni coinvolte.
La scelta di camminare insieme si carica di un profondo significato simbolico, raccogliendo così il testimone della grande Marcia Perugia-Assisi, nata nel 1961 per iniziativa di Aldo Capitini nella quale persone che arrivano da luoghi diversi, percorrono lo stesso cammino e scoprono di essere un’unica grande comunità unita da solidarietà e bene comune.
È anche per questo che, come Centro per la Pace di Forlì, continuiamo a promuovere la Marcia: perché crediamo che la costruzione della pace passi anche dalla possibilità di incontrarsi e confrontarsi.

Ma come si prepara concretamente la pace? Camminare insieme significa anche prendersi la responsabilità di risposte concrete. Con i cittadini e le realtà del territorio sosteniamo tre impegni precisi:

1º: Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta: la richiesta istituzionale di un Dipartimento dedicato e di un Istituto di ricerca sulla pace e sul disarmo, per educare alla risoluzione nonviolenta dei conflitti.
2º: Creazione e rafforzamento dei Corpi Civili di Pace Europei: il rafforzamento di strumenti di intervento civile nei contesti di crisi per fare mediazione, dialogo e tutela dei diritti umani (sperimentazione già attiva nel Servizio Civile Universale).
3º: Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari: chiediamo con forza al Governo italiano di aderire al trattato entrato in vigore nel 2021.

Le tre proposte portate avanti dalle organizzazioni e dai cittadini si inseriscono in un dibattito più ampio che riguarda tutti noi: il legame tra riarmo, diritto internazionale e prevenzione delle crisi. Per la nostra comunità, portare questi temi all’interno della Marcia significa andare oltre le semplici affermazioni di principio e chiedersi su quali strumenti reali vogliamo investire.
Parlare di pace, infatti, vuol dire mettere in dubbio l’enorme quantità di risorse che vengono destinate alla preparazione militare e decidere di usare quelle stesse energie e quei fondi per
progetti civili che aiutino a gestire i conflitti. Significa anche guardare alle brutali conseguenze ambientali della guerra e delle attività militari, come la distruzio

ne degli ecosistemi, il consumo di risorse e l’inquinamento.
Quindi, la questione non riguarda soltanto quello che succede sui campi di battaglia, ma riguarda anche le istituzioni, le organizzazioni internazionali e la società civile. Quali alternative possiamo sviluppare prima che una crisi divampi? Quale ruolo possiamo avere noi cittadini nel far crescere una cultura della tolleranza e dell’educazione alla nonviolenza?
È qui che il livello locale si connette con quello nazionale. La proposta sulla Difesa Civile punta proprio a dare una veste istituzionale alle richieste che salgono dal basso, trasformando la voce dei cittadini in vere politiche pubbliche parlamentari. La Marcia nasce sul territorio, ma parla al Paese e al mondo, ponendo una domanda ineludibile: la pace è soltanto l’assenza di guerra o è qualcosa che dobbiamo imparare a preparare con strumenti, competenze e istituzioni civili?
La guerra consuma risorse, devasta ecosistemi e cancella il futuro. Preparare la pace significa rovesciare questa logica: investire nella prevenzione, nell’ed

ucazione e in alternative reali alla risposta militare. Dalla mobilitazione delle nostre piazze alla trasformazione in politiche pubbliche nazionali il passo è fondamentale.
Il 4 ottobre, la strada che unisce Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro diventa il simbolo di ciò che possiamo essere quando decidiamo di camminare insieme. La pace si costruisce così: passo dopo passo, persona dopo persona, partendo dalla nostra terra per guardare al mondo intero.

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