Transnistria: un conflitto congelato alle porte dell’Europa

di Olga Greans –

Tra memoria sovietica e silenzi europei

Tra le nebbie che avvolgono il fiume Nistru (Dnestr), là dove l’Europa orientale sfuma nel ricordo dell’Unione Sovietica, si trova una terra sospesa. La Transnistria – ufficialmente “Repubblica Moldava del Pridniestrovie” (PMR) – non compare sulle carte geografiche internazionali, ma ha una sua Costituzione, una valuta, un presidente, un esercito e simboli propri. È una repubblica de facto indipendente ma de iure parte della Moldavia.

Questo conflitto silenzioso e ancora irrisolto è il risultato di tensioni etniche, politiche e culturali risalenti agli anni del crollo sovietico, e oggi rappresenta uno dei più emblematici “conflitti congelati” d’Europa.

 Le radici del conflitto (1990–1992)

Con la dissoluzione dell’URSS, la Moldavia avviò un processo di rafforzamento dell’identità nazionale, adottando il romeno come lingua ufficiale (legge n. 3465-XI del 1989) e un orientamento culturale filo-rumeno. La regione orientale del Paese, popolata in gran parte da russofoni e ucraini, temette una marginalizzazione.

Il 2 settembre 1990 venne proclamata unilateralmente la nascita della PMR, come reazione alla “romanizzazione” della Moldavia. Il governo moldavo ritenne illegale l’atto, e l’attrito sfociò nel conflitto armato nel 1992.

Estratto dalla Costituzione della Transnistria, Art. 1 (1995):
“La Repubblica Moldava di Pridniestrovie è uno Stato sovrano, indipendente, democratico, di diritto…”

Il conflitto durò da marzo a luglio 1992. Vi furono circa 1.000 morti e 100.000 sfollati (dati UNHCR). Un cessate il fuoco fu firmato il 21 luglio 1992 a Mosca da Moldavia e Russia, istituendo una zona di sicurezza presidiata da forze di pace trilaterali (Russia, Moldavia, Transnistria).

Trattato sul Cessate il Fuoco (1992), Art. 2:
“Le parti si impegnano a fermare ogni azione militare e a creare una zona smilitarizzata controllata congiuntamente.”
(Fonte: UN Peacemaker, https://peacemaker.un.org/moldova-ceasefire1992)

Chi governa la Transnistria oggi

Oggi la Transnistria ha un proprio apparato istituzionale:

  • Presidente: Vadim Krasnoselsky (in carica dal 2016)
  • Capitale: Tiraspol
  • Moneta: Rublo transnistriano (emesso dalla Banca della PMR)
  • Lingue ufficiali: Russo, moldavo (alfabeto cirillico), ucraino
  • Religione predominante: Cristianesimo ortodosso (Chiesa ortodossa russa)
  • Nonostante l’indipendenza proclamata, nessun paese membro dell’ONU ha riconosciuto ufficialmente la Transnistria. È considerata territorio della Moldavia anche dalla Russia, che però vi mantiene una presenza militare tramite il Gruppo Operativo delle Forze Russe (OGRF), erede della 14ª armata sovietica.
  • Rapporto EEAS (Servizio europeo per l’azione esterna), 2023:
    “La presenza militare russa nella regione di Transnistria è contraria alla neutralità moldava e non autorizzata.”
    (Fonte: EEAS Annual Review 2023, Brussels)

Popolazione e situazione sociale

Secondo il Censimento ufficiale della Transnistria (2015):

  • Popolazione: circa 475.000 abitanti
  • Moldavi: 28,6%
  • Russi: 29,1%
  • Ucraini: 22,9%
  • Altri (bulgari, gagauzi, ebrei): 19,4%

(Fonte: PMR State Statistics Committee – http://gov-pmr.org/statistics/census2015.pdf)

La regione soffre un calo demografico continuo per effetto dell’emigrazione economica, con una popolazione mediamente anziana. Le pensioni sono pagate regolarmente grazie anche al supporto energetico ed economico russo, ma la disoccupazione giovanile resta elevata.

Convivenza tra Moldavia e Transnistria:

Negli ultimi anni, Moldavia e Transnistria hanno trovato forme di “convivenza pragmatica”:

Targhe “neutre” per veicoli transnistriani valide anche all’estero, in base all’accordo firmato a Vienna con l’OSCE (2018).

Scambi commerciali sotto controllo doganale moldavo.

Corridoi umanitari e cooperazione per forniture elettriche.

Protocollo OSCE (2018):https://www.osce.org/files/f/documents/0/2/379894.df

In alcune aree di frontiera, le persone passano da una parte all’altra per motivi di studio, famiglia o lavoro, anche se i posti di blocco restano sorvegliati da uomini in divisa russa o transnistriana.

Diritto internazionale e prospettive

Secondo l’art. 11 della Costituzione moldava, la Moldavia è uno stato neutrale. Tuttavia, le truppe russe ancora presenti nella Transnistria rappresentano una violazione del principio di neutralità riconosciuto anche nel Memorandum di Mosca del 1997 e riaffermato dall’OSCE, dall’ONU e dall’UE.

Le autorità moldave insistono sul principio dell’integrità territoriale (risoluzione ONU A/RES/72/282 del 2018), mentre Transnistria continua a chiedere il riconoscimento internazionale sul modello dell’Abcasia o dell’Ossezia del Sud.

Conclusione:

La Transnistria è un territorio sospeso nel tempo, un mosaico di identità sovrapposte e tensioni non risolte. Se da un lato il conflitto armato è cessato, dall’altro il congelamento della situazione ha impedito ogni reale progresso diplomatico. La Transnistria resta una lente preziosa per comprendere le fratture profonde lasciate dalla fine dell’Unione Sovietica e l’irrisolta questione delle identità nazionali nello spazio post-socialista.

Bibliografia e fonti ufficiali:

 

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