Proteste pacifiche in Serbia: intervista ad una studentessa universitaria serba

di Lara Schirru –

Negli ultimi mesi, la Serbia è stata teatro di una crescente ondata di proteste, nate da un diffuso malcontento verso il Governo, la sua corruzione e più in generale le problematiche sociali del Paese. Ho intervistatoIrina Baroš, una studentessa universitaria che partecipa attivamente alle manifestazioni, per capire meglio le ragioni del movimento, le richieste portate avanti e cosa significa lottare per un cambiamento nella Serbia di oggi.

Come sei venuta a sapere delle proteste? Grazie ai social media o al passaparola?
Entrambi, l’ho visto sui social ma ne ho anche parlato con molti amici. Questo perché le proteste sono una conseguenza del tragico collasso della tettoia, tutti ne parlavano in quel periodo.

Ci puoi raccontare la tua esperienza personale con le proteste?
Sono stata alla maggior parte delle proteste a Novi Sad, da dove provengo. Io ed il mio gruppo di amici abbiamo anche preso parte a proteste organizzate in altre città serbe come Kragujevac, Niš e Belgrado. Come tanti altri studenti da tutte le città, abbiamo camminato da Novi Sad per arrivarci, insieme a tanti altri cittadini. A parte le proteste, tutte le università, anche la mia, sono occupate. Ho avuto l’opportunità di
dormirci e fare tante nuove conoscenze.
Ai politici piace dire che stiamo spaccando il Paese facendo così, ma in realtà non ho mai visto le persone così unite in Serbia. In ogni grande protesta ci sono tanti stand che offrono gratuitamente stufato, carne grigliata, snack o qualcosa da bere per tutti. Allo stesso modo, sono tanti i cittadini che cucinano tutti i giorni per gli studenti che occupano. Per la prima volta c’è una speranza, ed è come se la popolazione si fosse
risvegliata dal sonno.

Sappiamo che le manifestazioni sono iniziate 5 mesi fa. Fino ad ora, c’è stato un approccio nonviolento che ha prevalso oppure noti un cambiamento verso la violenza?
Sicuramente noi manteniamo la protesta strettamente su un binario nonviolento. Non posso dire lo stesso del governo e dei membri del partito. Fin dall’inizio, abbiamo organizzato manifestazioni pacifiche, ma dall’altro lato abbiamo ricevuto solo violenza: alcune persone sono state investite, altre picchiate, il caso estremo sono state le armi soniche. Nonostante i rischi e le intimidazioni, protestiamo ancora e non abbiamo intenzione di fermarci finché non otterremo i nostri obiettivi.

Ci puoi dare un’idea più chiara di chi sono le persone che protestano? Sono principalmente giovani o rappresentativi di più fasce di età?
Persone di tutti i tipi e tutte le età partecipano. Purtroppo, la maggioranza delle persone anziane hanno la televisione come unica fonte di informazione. Di conseguenza, siccome quasi tutti i telegiornali sono gestititi dal partito, ogni giorno sentono informazioni false e ci credono perché non hanno modo, se non tramite i social, di sapere cosa stia accadendo veramente. Infatti, sono stata sorpresa di trovarne abbastanza alle proteste.
Ci sono anche tanti insegnanti, agricoltori, avvocati (ecc.) con noi, ognuno contribuisce a proprio modo. È meraviglioso vedere il supporto ed il contributo di ognuno, siamo tutti nella stessa situazione e lottiamo insieme.

Ti sei fatta un’idea del perché l’Europa abbia un approccio molto cauto riguardo alla situazione?
Non è una novità. La Serbia non entrerà presto nell’Unione e nessuno ha interesse che accada in ogni caso.
Quello che vogliono è che il Paese continui ad essere un capro espiatorio. L’unico loro interesse è sfruttarci per il Litio, lasciandoci con le radiazioni ed i rifiuti radioattivi, in modo che loro possano avere le macchine elettriche. In tutto ciò, l’azienda Rio Tinto è sostenuta dal nostro presidente Aleksandar Vučić. È essenzialmente questo il motivo per cui l’Unione Europea lo tollera e non farà niente riguardo alle proteste.

NDR. Rio Tinto è una società anglo-australiana che ha il suo business core nell’estrazione di risorse minerarie. La regione di Jadar, nel nord
della Serbia occidentale, è giacimento di jadarite, un minerale che contiene il litio. Le batterie a litio sono ritenute indispensabili per le batterie delle macchine elettriche e per i progetti globali di decarbonizzazione. https://ilmanifesto.it/rio-tinto-la-piu-grande-battaglia-ecologica-della-serbia

 

Abbiamo letto la petizione che chiede un’inchiesta indipendente per sapere se le forze di sicurezza serbe abbiano o meno utilizzato le armi soniche contro chi protestava. Sai se le ricerche sono state iniziate? Ci sono delle protezioni speciali attive per i testimoni dell’evento?
Sono abbastanza sicura che le ricerche non siano iniziate. Ciò di cui sono sicura, invece, è che le armi soniche siano state utilizzate, avendo visto tante foto e video a riguardo. La stessa polizia è stata molto ambigua. Inizialmente ha sostenuto pubblicamente di non possedere questo tipo di armi, solo per ritrattare poco dopo e affermare di possederle ma non averle usate. Non c’è nessuna protezione attiva per i testimoni,
in quanto nessun ferito ha potuto ottenere dall’ospedale un certificato della causa delle ferite. I medici sarebbero stati perseguiti legalmente per falsa informazione. Anche se lo avessero fatto, le autorità non avrebbero fatto niente a riguardo.

Sappiamo che i giornalisti sono stati ripetutamente attaccati e la polizia è stata accusata di non aver reagito. Quanto è difficile avere informazioni veritiere sulla situazione attuale?
I giornalisti hanno ricevuto attacchi verbali ma, per quanto so, raramente fisici. Invece, sono i cittadini quelli più a rischio. Come ho detto prima, le persone più anziane fanno parte della popolazione che crede più facilmente a qualsiasi cosa il Presidente ed il partito dicono, in quanto i loro metodi di informazione sono limitati. Per questo motivo, ci sono state numerose proteste di fronte alle sedi delle maggiori emittenti. In ogni caso, esistono due canali che non sono controllati dal governo, considerati come più oggettivi ed
affidabili. Tuttavia, i social media sono il posto in cui le informazioni vengono comunicate subito, quindi non è per niente difficile rimanere informati. Basta avere fonti attendibili e non prendere tutto per vero in principio.

Come ha reagito la popolazione alle dimissioni dei responsabili della tragedia?
Purtroppo non hanno davvero dato le dimissioni, per lo meno coloro che hanno la maggior parte della responsabilità. Hanno semplicemente cambiato posizione, il che non cambia le cose. Anche quando hanno “dato le dimissioni”, hanno semplicemente fatto un gesto senza significato. Hanno comunque un posto di lavoro e non si prenderanno mai le loro responsabilità legali. Alcuni di loro sono stati arrestati, ma la maggior parte rilasciati. Quindi, è tutta apparenza. Non siamo soddisfatti e non lo saremo finché non ammetteranno ciò che hanno fatto e pagheranno le conseguenze delle loro azioni, che hanno causato la morte di cittadini innocenti.

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