Per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla difesa non armata e nonviolenta è il momento dell’unità

Mancano circa 45 giorni al termine della possibilità di firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla difesa non armata e nonviolenta promossa dalla Campagna “Un’altra difesa è possibile” e non si è neanche a metà delle 50.000 firme necessarie; eppure come Centro Pace di Forlì abbiamo letto e visto argomentare critiche molto forti contro questa proposta. Tutte, tra l’altro, provenienti dall’area del cosiddetto “arcipelago pacifista”.
Eppure la Rete italiana pace e disarmo, Sbilanciamoci e il Cnesc hanno tessuto una trama nazionale che ha coinvolto, per quanto ne sappiamo, le Acli Nazionali, l’Arci, la Cgil, l’Associazione-Comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini e tante altre sigle autorevoli, senza contare i nomi prestigiosi che hanno firmato ed hanno dato pubblicamente il loro sostegno come don Luigi Ciotti, Rossella Miccio, Cecilia Strada, Ascanio Celestini, Guido Cavalli, Alessandro Bergonzoni, Carlo Rovelli, Marco Damilano, Gad Lerner.
Ovviamente all’interno delle critiche ci sono questioni, come quella legata alla difesa nonviolenta come complementare a quella armata e non alternativa, che meritano di essere affrontate e noi non sappiamo quali passaggi sono stati fatti con tutto “l’arcipelago pacifista” prima di uscire allo scoperto con la proposta di legge di iniziativa popolare.
Pesa anche il silenzio della Tavola della Pace e di Flavio Lotti, che pur essendo i principali promotori della Marcia Nazionale Perugia Assisi non hanno mai inserito nel loro programma operativo il tema dell’attuazione istituzionale della difesa non armata e nonviolenta e della creazione dei Corpi Civili di Pace.
Nella Bibbia ebraica e cristiana l’Ecclesiaste (Qoelet 3,3) recita: “C’è un tempo per demolire e un tempo per costruire” e anche l’anarchico Michail Bakunin sottolinea che la distruzione serve a liberare le forze della creazione.
Nel 2015 una simile proposta di legge (la nr. 3484) era riuscita ad essere incardinata nella discussione delle apposite Commissioni alla Camera il 13.02.2017, senza poi arrivare al dibattito in Parlamento.
Oggi, a fronte di una aumento delle spese militari mondiale che ha superato la soglia dei 2.887 miliardi di dollari, con l’UE che si indirizza sempre più speditamente ad attuare il Re-Arm Europe da 800 miliardi di euro e con i Paesi europei, tranne la Spagna, che obbediscono supinamente a Trump e alla Nato per alzare la percentuale delle spese militari al 5% del PIL (togliendo denaro alla lotta la cambiamento climatico, allo stato sociale, alla scuola, alla sanità ecc.), “l’arcipelago pacifista” dovrebbe capire che la pretesa della purezza assoluta o la volontà di piantare la propria bandierina nella propria isola “felice” non regge e l’intero arcipelago verrà travolto da un terribile “tsunami” che sconvolgerà tutto, se non ci porterà addirittura a rivivere la tragicità di una guerra. Dall’altra parte infatti gli interessi economici delle lobby industriali del settore armiero si cementano perfettamente con ampi settori della politica (che trova alleati nell’area anche cosiddetta progressista) e agitando la paura del “nemico alle porte” ci introducono in una economia di guerra e in un clima autoritario senza precedenti.
La proposta di legge di iniziativa popolare sulla difesa non armata e nonviolenta ovviamente non è in grado da sola di affrontare questa enormità, ma può essere un piccolo granello di sabbia che mostra e dimostra un’alternativa possibile. Se infatti non si riesce a dare concretezza alla nonviolenza, la percezione dell’opinione pubblica ha in mente chiaramente cos’è il sistema militare e se le forze politiche e militari si uniscono sono sicuramente in grado di manipolare l’informazione e farci giungere a pensare che sono meglio i “cannoni” piuttosto che il “burro”, anzi che i primi sono necessari ed obbligatori per avere il secondo.
Evitiamo quindi in questo momento polemiche e critiche che possono essere autodistruttive, sosteniamo e promuoviamo la proposta di legge e poi al termine della Campagna e qualora si riuscisse ad arrivare in Parlamento avremo il tempo e la capacità di discutere ancora più a fondo ogni aspetto critico e magari con l’aiuto di qualche emendamento anche di migliorare quegli aspetti che qualcuno non gradisce o ritiene errati.
Per firmare lo puoi fare accedendo con SPID o CIE qui: https://firmereferendum.giustizia.it/…/dettagli…/6100008
Per il Centro Pace di Forlì
Raffaele Barbiero