La guerra è conseguenza di un conflitto degenerato

Racconto di Caterina Pancisi, diciottenne che ha partecipato alla visita alla Rondine, cittadella della Pace del 25 maggio 2024, organizzata dal Circolo Acli di San Martino in
Strada e dal Centro Pace di Forlì. Questa visita fa parte del percorso di avvicinamento alla VIII edizione della Marcia della Pace della Romagna che si svolgerà domenica 6 ottobre 2024.

Non pensavo che una lavatrice potesse essere oggetto di discussione, ieri mattina però mi sono ricreduta: assieme al Circolo Acli di San Martino in Strada e al Centro Pace Forlì, sono stata a Rondine Cittadella della Pace, un borgo poco distante da Arezzo, in cui ragazzi provenienti da Stati belligeranti, studiano e vivono sotto un unico tetto. Non sono poche le difficoltà, anche azioni banali diventano un ostacolo: per un ragazzo lavare i panni nella stessa lavatrice del proprio nemico provoca disgusto, per questo bisogna mettere da parte il proprio vissuto ed intraprendere un processo di accettazione dell’altro, che non sempre riesce.
Ad accompagnarci è stata Sharizan Shinkuba, una giovane dell’Abcasia, venuta in Italia 5 anni fa, che ci ha raccontato la sua esperienza a Rondine ed i principi che caratterizzano questa comunità. A primo impatto sono rimasta colpita dalla sua fluidità nel parlare italiano, considerando la presenza di numerose diversità etniche immaginavo che la lingua principale fosse l’inglese. Sharizan ha spiegato invece che ogni ragazzo a Rondine comunica in italiano. Lo scopo di questa scelta è mettere tutti alla pari: quando si discute riguardo un conflitto, utilizzando una lingua non propria, in primis non si corre il rischio di fraintendere una parola, che può avere vari significati nelle diverse lingue, ed in secondo luogo si sperimenta una difficoltà condivisa nell’esprimersi che rende più propensi all’empatia.
Ho trovato affascinante specialmente come dei ragazzi si impegnino, partendo dal proprio piccolo, ad affrontare la guerra, abbattendo l’idea di “nemico” inculcata dalla società e rendendosi conto che il loro avversario, tra i ragazzi di Rondine, probabilmente è la persona con cui, per motivi territoriali, condividono più tradizioni. L’obiettivo di Rondine non è quello di risolvere il conflitto ma di viverlo come una possibilità e trovare una soluzione per non farlo degenerare, in modo che non si giunga alla volontà di ferire l’altro.
È utopico pensare che possa esistere un mondo in cui non ci siano contrasti, ma è doveroso desiderarne uno in cui la soluzione di essi avvenga in maniera pacifica.

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